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Ott
04
2014
-

Cadenza musicale

La cadenza è una delle formule musicali rimase inalterate sin dalla sua nascita, e quindi è uno dei piloni di tutta la musica tonale e non.Essa si può trovare alla fine di ogni frase musicale e serve a dar respiro alla melodia.


Cadenza autentica

E’ composta dal movimento V – I e può essere preceduta dalla 4 e 6 di cadenza la quale può essere preceduta a sua volta dal II, IV, VI (sopratutto in minore) o dal I. Le formule più usate sono: IV – I 6/4 – V – I e II – I 6/4 – V – I.

Dobbiamo distinguere tra quella perfetta e quella imperfetta, la prima viene usata in genere alla fine di una composizione ed è molto conclusiva ed è composta dal V – I in stato fondamentale:
cadenza autentica perfetta

 

Mettendo al soprano la 3 o la 5 otteniamo un effetto meno conclusivo ma comunque ancora forte

 

Quella imperfetta, invece, può essere usata in qualsiasi frase ed è composta o da uno degli accordi in primo rivolto.

Mettendo il I in primo rivolto, otteniamo un effetto meno conclusivo e ci permette di posticipare quella perfetta che potrà essere utilizzata più avanti nel brano:
cadenza autentica imperfetta

 

Possiamo usare anche il V in primo rivolto
cadenza autentica imperfetta

 

Possiamo ornare l’accordo di tonica ritardando la sensibile o usandola come appoggiatura
Ritardo
cadenza autentica imperfetta

 

Appoggiatura
cadenza autentica imperfetta

 


Cadenza sospesa

Essa è paragonabile ad un punto, quella sospesa è simile più ad una virgola.
Si tratta di qualunque accordo che risolve sul V grado, però alcune successioni funzionano meglio di altre (di solito si usano queste formule: I – V, II – V, IV – V, e in minore VI – V).
Si può preparare il V con l’accordo I 6/4
cadenza sospesa

cadenza sospesa

cadenza sospesa

 

Nell’accordo che precede il V, si può alzare cromaticamente la sottodominante
cadenza sospesa

 

Si possono usare ritardi e appoggiature:
Ritardo della tonica sulla dominante

 

Appoggiatura della tonica sulla sensibile
cadenza sospesa

 


Cadenza plagale

Essa si trova di solito dopo una cadenza autentica (a volte la si trova da sola) e serve a rafforzarla. La successione è IV – I:

cadenza plagale

 

Alla fine di un movimento in maggiore, si può usare la forma minore del IV
cadenza plagale

 

Si può aggiungere la sopratonica al IV come nota reale (diventa un accordo di settima di sopratonica in primo rivolto) o come nota di passaggio:

Nota di passaggio

 

Nota reale accordo II in primo rivolto
cadenza plagale

 

Cadenza d’inganno

 Questa formula cadenziale è simile alla cadenza autentica, però non risolve sul primo grado ma su un altro. La successione più utilizzata è V – VI
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Alla fine di un movimento in maggiore possiamo usare la forma maggiore del VI

 

Un’altra successione molto utilizzata è il V – IV6

 

 Cadenza frigia

E’ uno stilema barocco che può essere utilizzato  in una frase in minore, di solito alla fine di un movimento o un’introduzione lenta. La successione consiste in un IV6 – V

cadenza frigia

 

Pubblicato per http://ilpentagramma.altervista.org/

Written by ilpentagramma in: Teoria musicale | Tag:, ,
Mar
12
2015
-

Dominante secondaria

Si chiama dominante secondaria quell’accordo che tonicizza temporaneamente un altro accordo della tonalità, quest ultimo viene detto “tonica secondaria”.

La dominante secondaria può essere usata in tutte le forme con cui si usa normalmente una dominante: dominante e i suoi rivolti, settima incompleta e i suoi rivolti, settima di dominante e i suoi rivolti.

 

V del II

Il V del II può essere usato solo in maggiore in quanto il secondo grado del modo minore è una sensibile e quindi non può essere usata come una tonica secondaria. Nel V del II si alza cromaticamente la tonica della tonalità primaria.

dominante secondaria
V del III

Il V del III si può usare sia in maggiore che in minore. In maggiore si alza la seconda e la quarta, in minore non bisogna usare alterazioni.

In maggiore
dominante secondaria

In minore
dominante secondaria

 

V del IV

Il V del IV può essere usato sia in minore che in maggiore. In maggiore, se si usa la settima, bisogna abbassarla cromaticamente. In minore bisogna solo alzare la terza.

In maggiore
dominante secondaria

In minore
dominante secondaria

 

V del V

Il V del V può essere usato come dominante secondaria sia in minore che in maggiore; in maggiore dobbiamo innalzare cromaticamente la quarta, in minore va innalzata anche la sesta.

 

In maggiore

dominante secondaria

 

In minore

dominante secondaria

 

V del VI

Il V del VI si può usare in entrambi i modi di una tonalità. In maggiore bisogna alzare la quinta, in minore si deve abbassare cromaticamente la seconda.

 

In maggiore

dominante secondaria

 

In minore

dominante secondaria

 

V del VII

Il V del VII si può usare solo in minore sul settimo grado non innalzato alzando il sesto grado; possiamo anche, con una commistione modale, usare questa forma nel modo opposto abbassando la terza

 

In minore

dominante secondaria

 

In maggiore

dominante secondaria

Written by ilpentagramma in: Teoria musicale | Tag:
Gen
11
2015
-

Note estranee all’armonia

Quando ci troviamo a comporre una semplice frase, possiamo usare delle note che non facciano parte dell’accordo in cui ci troviamo. Queste note dette “estranee all’armonia” si distinguono per il loro valore ritmico: forti e deboli.

Nota di passaggio

La nota di passaggio è una nota estranea all’armonia dal valore ritmico debole, essa serve a collegare due note che fanno parte dello stesso accordo o che fanno parte di due accordi diversi.

 

In questa immagine troviamo due accordi diversi (Do – Fa), per collegare la nota mi alla nota do usiamo il re come nota di passaggio; per collegare il do al la, usiamo il si.

note estranee armonia

 

In quest’altra immagine troviamo un accordo di do che scambia due voci; usiamo delle note di passaggio per collegarle:

note estranee armonia

 

Le note di passaggio possono essere anche cromatiche

note estranee armonia

 

Possiamo usarne quante ne vogliamo e in tutte le voci o in una sola. Nel caso ne usassimo più di una, l’orecchio potrebbe percepire queste note come un accordo, in questo caso abbiamo un accordo di passaggio.

Una nota di passaggio usata su un movimento/suddivisione forte potrebbe essere percepita come un’appoggiatura, quindi bisogna stare attenti.

 

Appoggiatura

L’appoggiatura è l’unica nota estranea all’armonia dal valore ritmico forte, essa deve risolvere per moto congiunto su un grado dell’accordo. La successione appoggiatura-risoluzione sarà forte-debole, battere-levare.
Di solito si usa farla risolvere per moto discendente; nel caso in cui l’appoggiatura è la sensibile, si può risolvere per moto ascendente.

note estranee armonia
note estranee armonia
Per risultare più scorrevole l’appoggiatura deve essere preparata da una nota della stessa altezza o presa dall’alto o dal basso per moto congiunto. Se l’appoggiatura viene presa per salto non è preparata.
Nella prossima immagine troviamo diversi tipi di preparazione delle appoggiature: nella prima battuta viene preparata con una nota della stessa altezza, nella 2a battuta viene preparata per moto congiunto dall’alto, nella 3a viene preparata dal basso, nella 4a essa viene presa per salto e quindi non è preparata. Inoltre nella prima battuta troviamo l’appoggiatura che viene usata come sensibile (nella prima battuta siamo nel tono di fa, nelle altre siamo nel tono di do).

note estranee armonia
In un accordo a quattro parti si cerca di evitare il raddoppio della nota di risoluzione dell’appoggiatura, sopratutto quando questa non si trova al soprano. In un accordo in stato fondamentale, si può raddoppiare al basso la nota di risoluzione.
Quando si usa un’appoggiatura possiamo far si che la sua risoluzione corrisponda ad un cambiamento d’armonia:
note estranee armonia
Più appoggiature usate contemporaneamente formano un “accordo di appoggiatura”. Se ne fa un uso particolare nelle cadenze appoggiando un’accordo di dominante su un basso di tonica, il cosiddetto V/I.
note estranee armonia

Nota di volta

Tra due note consonanti della stessa altezza possiamo usare una nota che sia estranea dell’armonia in questione. Essa è di valore ritmico debole.

Nel prossimo esempio ci troviamo in Do e il fa dato al soprano è la nota di volta tra i due mi:
note estranee armonia

 

La nota di volta si può usare tra due note della stessa altezza che facciano parte di due armonie diverse:
note estranee armonia

 

La nota di volta, così come le altre note estranee all’armonia, sono per la maggior parte dissonanti. Nel caso ci sia un accordo in stato fondamentale e usassimo come nota di volta la sesta dell’accordo, quest’ultima sarebbe consonante.
note estranee armonia

 

Anticipazione

L’anticipazione è un’emissione anticipata della nota che la segue. Essa è simile ad un levare del suono anticipato a cui di solito non è legato.
note estranee armonia

Di solito l’anticipazione ha un valore minore della nota reale, ma può averne anche la stessa durata.
L’anticipazione può essere usata anche per preparare un’appoggiatura. Di solito il ritardo risolve per moto discendente, nel caso di una sensibile risolve sulla tonica.

 

Ritardo

Il ritardo è una nota la cui naturale successione viene rinviata ritmicamente.
note estranee armonia

Anche se il ritardo si usa su un movimento/suddivisione forte essa è ritmicamente debole a causa della legatura di valore. Se ne fa un uso particolare nella cadenza autentica facendo ritardare la sensibile sull’accordo di tonica.

 

Reaching tone e nota sfuggita

Tra un ritardo e la sua risoluzione o un’appoggiatura e la sua risoluzione si possono usare queste due formule melodiche. Esse si possono usare anche per qualsiasi successione di note per seconda.

La reaching tone si ha quando essa dista una terza dalla prima nota, poi si risolve per moto contrario.
La nota di sfuggita (o echapée) si ha quando essa dista una seconda dalla prima nota, poi si risolve per moto contrario.

Nel prossimo esempio possiamo vedere un ritardo/appoggiatura e la sua risoluzione, nella seguente battuta usiamo una nota di sfuggita (o echapée), nella terza battuta usiamo una reaching tone. RT=reaching tone; E=nota di sfuggita.

note estranee armonia

Written by ilpentagramma in: Teoria musicale | Tag:
Ott
12
2014
-

Corde per basso elettrico: quali scegliere?

Quando dobbiamo cambiare la muta di corde del basso elettrico, ci troviamo davanti ad un dilemma: quale tipo di corde dobbiamo scegliere?
Dobbiamo tener conto di molti fattori.

Il materiale

I due tipi di materiali per l’avvolgimento delle corde più utilizzati sono l’acciaio e il nickel. Quelle in acciaio hanno un suono più brillante ma con poche basse, quelle in nickel (attenzione parliamo di rivestimento) sono meno brillanti ma più corpose. Di solito si scelgono quelle in acciaio per il funk, funk rock, hard rock e metal, mentre quelle in nickel si usano di più per blues, classic rock, jazz, fusion e pop.

Tipo di rivestimento

Ci sono tre tipi di rivestimento:

 

  • Roundwound

Per avvolgere l’anima si usa un filo a sezione rotonda. Questo tipo di corda ha un timbro più brillante.

corde basso elettrico

 

  •  Flatwound

Questo tipo di rivestimento è composto da un filo piatto. Oltre ad un suono più scuro e corposo, questo tipo di corde è più liscio e comodo.

corde basso elettrico

 

  • Half Roundwound

Queste sono una via di mezzo tra i due tipi di corde elencati precedentemente. Hanno un rivestimento parzialmente liscio per ottenere il giusto compromesso tra la comodità delle flat e la brillantezza delle round.
Scegliete il tipo di corde in base a che genere suonate e nel modo in cui suonate il basso elettrico.

corde basso elettrico

Scalatura

Con il termine “scalatura” si intende lo spessore della corda per il basso elettrico.  Esistono mute light, medium-light, medium, heavy (anche se vengono usate pochissimo).

Le corde light conferiscono maggior brillantezza al suono e in più richiedono un minor sforzo per farle vibrare, ma avranno meno basse (quindi saranno meno corpose). Siccome vibreranno di più state attenti all’action, potrebbero “friggere” contro i tasti.

Quelle medium (o comunque con un diametro maggiore rispetto alle light) avranno un suono più corposo, si faticherà di più, ma non rischierete di far toccare le barrette in metallo dei tasti (quindi si può avere un action più bassa).

La scalatura standard è la 0.045-0.105.

Insomma, la scelta delle corde per il basso elettrico dipende dal vostro gusto personale, dal genere che suonate e dal vostro modo di suonare il basso. Il mio consiglio finale è di provare il maggior numero di tipi di corde e di rifare il setup del basso ogni volta che cambiate la scalatura di corde.
Un’ultima cosa. Vi sconsiglio di comprare le corde per basso elettrico on-line, in quanto le spedizioni costeranno quanto le corde stesse, però se proprio non potete fare altrimenti ecco due siti che vi consiglio:

Thomann, corde basso elettrico

Strumentimusicali, corde basso elettrico

Written by ilpentagramma in: Basso elettrico | Tag:
Ott
12
2014
-

Esercizi per basso elettrico

Gli esercizi per basso elettrico sono molto importanti in quanto migliorano la velocità, il tocco e il senso ritmico.

Iniziamo con il semplice “1-2-3-4” e suoniamo una nota ogni quarto:
esercizi per basso
Ora suoniamo in ottavi, cioè due note ogni “bip” del metronomo:
esercizi per basso elettrico
E adesso in sedicesimi, ovvero 4 note ogni “bip”:
esercizi per basso elettrico
Ora provate a fare tutte le combinazioni che vi vengono in mente:
– 2,1,3,4
– 3,4,2,1, ecc…
Un altro ottimo esercizio che potete utilizzare come stretching prima di ogni sessione d’allenamento si chiama “il ragno”. Dobbiamo suddividere la mano in due parti: indice e anulare andranno sulla corda più grave, medio e mignolo andranno su quella più acuta, e poi invertiamo le posizioni.
esercizi per basso elettrico
Il prossimo esercizio ci servirà per sviluppare un po’ di ritmica, andremo a suddividere ogni quarto in sedicesimi e ogni volta sposteremo l’accento su una suddivisione diversa
esercizi per basso elettrico
esercizi per basso elettrico
esercizi per basso elettrico
esercizi per basso elettrico
State molto attenti al volume delle “ghost notes”, deve essere uguale alle note “reali”
Il prossimo esercizio serve a migliorare l’indipendenza di ciascun dito:
esercizi per basso elettrico
Eseguitelo prima in quarti, poi in ottavi e infine in sedicesimi.
Quando fate questo esercizio state attenti a non muovere il polso al posto delle dita, altrimenti l’esercizio non servirà a nulla.

Alcuni consigli extra

  • Eseguite lentamente gli esercizi, una volta che avrete acquisito il movimento giusto potrete aumentare la velocità;
  • State attenti alla pulizia del suono soprattutto ad alte velocità;
  • Siate precisi sul tempo. Il basso è uno strumento principalmente ritmico e se non vi esercitate sulla ritmica, non arriverete lontano;
  • Usate sempre un metronomo!!!
  • Curate l’impostazione;
  • Non fate movimenti inutili ed eccessivi, meno vi muovete e meglio è;
  • Se sentite la mano stanca riposatevi per 5 minuti e poi riprendete…
  • …se sentite dei dolori alla mano fermatevi, riposatevi e riprendete a basse velocità stando attenti all’impostazione

 
Spero di esservi stato d’aiuto e di essere stato chiaro,
Buon lavoro.

Written by ilpentagramma in: Basso elettrico | Tag:

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